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Febbraio 2026
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Viaggio nella rete: dove finiscono i nostri dati
Ogni giorno, mentre lavoriamo o navighiamo online, lasciamo sul web una grande quantità di informazioni che ci riguardano: vere e proprie “tracce” digitali. Succede, ad esempio, quando compiliamo un modulo per accedere a un contenuto di nostro interesse, inserendo nome, cognome e indirizzo e-mail, oppure quando accettiamo i cookie di un sito senza sapere davvero quali dati stiamo autorizzando a raccogliere.
Queste informazioni rappresentano un asset di grande valore: possono rivelare chi siamo, cosa facciamo, dove ci troviamo e quali sono le nostre abitudini. Se finiscono nelle mani sbagliate, diventano un potenziale rischio per la nostra sicurezza. I cybercriminali, infatti, possono sfruttarle per costruire attacchi mirati, credibili e difficili da individuare.
Ma dove lasciamo, concretamente, le nostre impronte digitali? E da dove i cybercriminali possono ricavare dei dati su di noi?
Social network
Post, commenti, foto pubblicati sui social possono rivelare più di quanto immaginiamo: nome e cognome, domicilio, abitudini, stile di comunicazione.
Creazione di account online
Ogni registrazione a servizi, piattaforme o applicazioni comporta la condivisione di dati personali (nome, cognome, indirizzo e-mail, numero di telefono etc.).
Cookie e navigazione sul web
Accettando i cookie o semplicemente navigando sul web, i siti raccolgono informazioni come IP, posizione e cronologia di accesso. Si tratta di impronte digitali “passive” che condividiamo inconsapevolmente e senza il bisogno di azioni esplicite: basta essere online!
Spesso, quindi, anche se pensiamo di non aver condiviso nulla di rilevante, in realtà stiamo fornendo piccoli tasselli che, messi insieme, possono comporre il mosaico della nostra identità digitale.
I dati come “carburante” delle truffe digitali
Cosa accade quando questi tasselli finiscono nelle mani sbagliate? Anche con informazioni parziali, un cybercriminale può ricostruire un profilo abbastanza preciso: relazioni, linguaggio, attività recenti e molto altro. Quanto basta per creare attacchi su misura, come e-mail di phishing altamente personalizzate e difficili da riconoscere.
Immagina di pubblicare sui social una foto di una gita, taggando amici, luogo e altri dettagli. Qualche giorno dopo, un cyber criminale può fingersi uno di quegli amici e scriverti dicendo di aver partecipato a un concorso fotografico con una foto di quella stessa giornata: ti invita a cliccare su un link per votarlo, sferrando un attacco che, grazie a riferimenti puntuali e reali, sarà molto più difficile da riconoscere.
In altri casi, i dati raccolti non vengono utilizzati, ma messi in vendita nel cosiddetto dark web, una parte di Internet non navigabile tramite i motori di ricerca tradizionali. Qui operano forum e marketplace dove si scambiano credenziali e informazioni sensibili, alimentando un vero e proprio mercato illecito dei dati.
Cosa puoi fare per ridurre l’esposizione
Fai attenzione a ciò che condividi
Ogni informazione pubblicata o inserita online contribuisce alla costruzione del tuo profilo digitale. Condividi solo ciò che è strettamente necessario e non sottovalutare i dettagli apparentemente innocui.
Proteggi la tua presenza online
Controlla regolarmente le impostazioni di privacy dei tuoi account social e delle piattaforme che utilizzi, elimina profili o servizi che non usi più e fai una ricerca su di te online (prova a “googlarti!”) per capire quante informazioni sono pubbliche. Meno dati visibili ci sono, più difficile sarà per i criminali costruire un profilo su di te.
Verifica sempre chi ti contatta
Se ricevi comunicazioni o richieste insolite o urgenti che sembrano provenire da amici o familiari, non rispondere subito. Controlla sempre l’identità della persona tramite un canale alternativo.
Attiva la 2FA
Laddove possibile, attiva l’autenticazione a due fattori sui tuoi dispositivi: se un cyber criminale dovesse ottenere la password a un tuo account non potrebbe accedere perché non avrebbe a disposizione il secondo fattore.
Ricorda
Ogni dato che proteggi oggi è un tassello in meno per i cyber criminali e un passo in più verso la sicurezza di tutti.



