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Le più belle ville venete della Riviera del Brenta

Una crociera a bordo del tipico burchiello per scoprire i tesori  architettonici palladiani

Edificate su lievi rialzi del terreno, collocate all’inizio di un lungo viale, in asse con campi, strade o lungo corsi d’acqua. Se si osserva con attenzione, non è mai stata casuale la costruzione delle ville venete che punteggiano la Riviera del Brenta. È qui che a partire dalla metà del ‘500 le famiglie patrizie veneziane, arricchitesi grazie ai commerci con l’Oriente, decisero di investire, consapevoli che dominare visivamente il territorio circostante non aveva solo funzioni strategiche, ma permetteva di mostrare la potenza e il prestigio dei committenti. Per conciliare esigenze pratiche e desiderio di magnificenza, gli architetti del Rinascimento come Andrea Palladio iniziarono a studiare attentamente il rapporto tra edificio, paesaggio e acqua per creare prospettive scenografiche che rendessero le ville le vere protagoniste del territorio. Da luoghi di delizia a località di villeggiatura, a partire dal Settecento queste dimore sono state teatro dei maggiori eventi mondani della stagione tra giochi, balli e ospiti illustri come Casanova, Byron, Goethe, Montaigne.

Per assaporare lo spirito del tempo di questi luoghi incantevoli, non esiste mezzo migliore di una romantica minicrociera sul fiume, da Padova a Venezia, lungo il percorso dell’antico burchiello veneziano del ‘700. Il burchiello era una tipica imbarcazione veneziana per trasporto passeggeri, dotata di una grande cabina in legno, con tre o quattro balconi, finemente lavorata e decorata, impiegata dai ceti veneziani più facoltosi per raggiungere dalle città le loro ville in campagna. Da marzo a fine ottobre il Naviglio del Brenta è percorribile via acqua con questo mezzo di trasporto, che consente di fare tappa in alcune delle più belle ville patrizie della zona.

Partendo dal Portello, l’antico porto fluviale con la sua scalinata cinquecentesca dipinta dal Tintoretto e il suo magnifico portale in pietra d’Istria, che ricorda un Arco di Trionfo, con otto colonne e una torretta con l’orologio, e navigando lungo il Piovego, si costeggiano le antiche mura cinquecentesche e i possenti bastioni, immersi tra la folta vegetazione. Sottopassando il vecchio ponte dei Graissi, si arriva a Noventa Padovana, l’antico porto fluviale di Padova.

Superata la chiesa di Noventa Padovana e la chiusa di Stra, lo sguardo viene attirato dalla grandiosità di villa Pisani, il famoso palazzo Ducale di terraferma, commissionato nel 1721 dal doge Almorò Pisani per testimoniare la ricchezza e la potenza della sua famiglia. A confermarlo è l’affresco forse più significativo dell’intero ciclo, l’autocelebrativa “Gloria della Famiglia Pisani”, dipinto da Giambattista Tiepolo sul soffitto della maestosa Sala da Ballo. All’interno delle trenta sale del piano nobile si possono ammirare splendidi affreschi con scene mitologiche ed allegorie di arti e virtù, ma anche dipinti, stucchi, statue ed arredi originali dell’epoca. Incantevoli sono gli undici ettari di parco che richiamano sia il modello francese di Versailles, sia la tradizione veneta del giardino cintato con il famoso labirinto di siepi di bosso e la torretta centrale, la lunga vasca d’acqua di inizio Novecento, la grande esedra esagonale con le gallerie prospettiche e l’imponente fondale teatrale delle scuderie affrescate.

Da Stra a Mira, lungo la navigazione, si possono ammirare le facciate di una trentina di bellissime ville. Tra le molte ancora oggi abitate e per la maggior parte non visitabili vanno ricordate: villa Soranzo, apprezzata per gli affreschi di Benedetto Caliari, fratello di Paolo detto il Veronese, villa dei Lazzara Pisani detta la Barbariga per l’architettura, villa Ferretti Angeli, nota per il progetto di Vincenzo Scamozzi, palazzo Foscarini, abitato da Lord Byron e villa Contarini dei Leoni, visitata da Enrico III re di Francia.

È aperta al pubblico invece villa Widmann, un complesso edilizio ben riconoscibile con l’imponente barchessa e la chiesetta, costruito all’inizio del Settecento. Quando la dimora passò ai Widmann, i proprietari provvidero al riammodernamento della casa padronale, secondo il gusto rococò francese. Qui erano di casa Carlo Goldoni, i musicisti Gian Francesco Malipiero e Igor Stravinski e Gabriele d’Annunzio, amico del conte Pietro Foscari. A nord della villa si estende il parco con i suoi viali di tigli e cespugli in fiore tra sculture di ninfe e amorini. Una corta gradinata porta all’atrio aperto sorretto da quattro eleganti colonne che introducono nel salone da ballo, sovrastato da un ballatoio, fastosamente decorato attorno al 1765 da Giuseppe Angeli. Di particolare rilievo le pareti affrescate raffiguranti “Il ratto di Elena” e “Il sacrificio di Ifigenia”.

Proseguendo, si arriva a villa Foscari detta La Malcontenta, uno dei capolavori del genio di Andrea Palladio, che la concepì come un tempio con il monumentale pronao che si specchia sull’acqua del canale fra i salici piangenti. Costruita per Nicolò e Alvise Foscari, appartiene tuttora ai discendenti della famiglia. Secondo la leggenda, l’abitazione deve il suo nome “Malcontenta” all’animo infelice della moglie di uno dei Foscari, che qui fu confinata contro la sua volontà. Sopra la porta d’entrata un’iscrizione latina ricorda, tra le molte, la visita del 1574 di Enrico III dei Valois re di Francia. All’interno lo spazio è simmetrico in tutte le sue parti e ospita gli appartamenti autonomi dei due committenti, arricchiti in ogni stanza da splendidi affreschi a tema mitologico realizzati da Battista Franco e Giambattista Zelotti. Dal 1996, la villa è inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Lasciata la Malcontenta si passa attraverso la chiusa di Moranzani e Fusina, per arrivare in laguna.

Superata l’isola di San Giorgio in Alga, il burchiello entra nel canale della Giudecca: a destra la chiesa del Redentore, capolavoro dell’architettura sacra palladiana, infine Le Zitelle. Virando tra Punta della Dogana e la chiesa di San Giorgio Maggiore, si avvista il magico scenario marmoreo del bacino di San Marco, destinazione finale del viaggio.

Categoria: Travel
Titolo: Le più belle ville venete della Riviera del Brenta
Autore: Elena Gadeschi, giornalista