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Nuovi codici del gusto

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«E per me un mondo senza Mozart sarebbe ancora più povero di un mondo senza Socrate». Basterebbero queste poche parole di Hermann Hesse per comprendere la portata rivoluzionaria di Wolfgang Amadeus Mozart, autore di capolavori quali Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte e Il flauto magico. Figura enigmatica e affascinante, scomparsa prematuramente a 35 anni, il suo mito si nutre di un’aneddotica che lo ha sempre dipinto come un enfant prodige dall’umorismo scurrile e dal carattere perennemente irrequieto e un po’ infantile. Ma al di là delle ricostruzioni posteriori più o meno veritiere, Mozart fu invece un uomo complesso, un intellettuale di idee illuministe e progressiste, poliglotta e di vasta cultura. Amante della poesia e del teatro, si interessava di matematica, coltivava la letteratura e possedeva una vasta e moderna biblioteca. Una figura che merita di essere (ri)scoperta, proprio nell’anniversario dei 270 anni dalla sua nascita, attraverso le due città che da sempre se ne contendono i natali, Vienna e Salisburgo.

Nato nel 1756 a Salisburgo, qui il genio di Mozart è onnipresente: nei vicoli, sui palcoscenici e nella speciale atmosfera della città, che ogni estate si anima con il celebre Festival di Salisburgo, l’evento di musica classica più importante d’Europa. Che sia al DomQuartier, al palazzo Mirabell, al St. Peter Stifts Kulinarium, alla Fondazione Mozarteum o alla fortezza di Hohensalzburg, la ridente località austriaca è attraversata da una speciale frenesia che è tutta per il genio di Wolfgang. Ad ogni angolo si incontrano tracce della sua vita, a partire dalla sua casa natale nella Getreidegasse. In questo appartamento borghese ricostruito, che invita a fare un viaggio a ritroso nel tempo fino al XVIII secolo, trovano posto numerosi oggetti originali e diversi ritratti. Il fortepiano di Mozart e la casetta del Flauto Magico si possono ammirare invece nella casa di Mozart in piazza Makartplatz, l’abitazione dove la famiglia del compositore si trasferisce nel 1773 e dove l’artista vive fino al 1780. Qui è possibile assistere a uno spettacolo multimediale e visitare la nuova mostra sulla storia della Fondazione Mozarteum. Mentre il DomQuartier Salzburg, storica sede del potere politico e religioso dei principi arcivescovi di Salisburgo, è il luogo in cui Mozart spesso esegue le proprie composizioni.

Se a Salisburgo Mozart nasce e trascorre gli anni della sua prima adolescenza, esibendosi di frequente, è a Vienna che avviene il suo debutto artistico presso la corte dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria ed è proprio nella reggia di Schönbrunn che vanno rintracciate le prime orme del piccolo Wolfgang, che dopo avere scritto la sua prima composizione all’età di appena cinque anni, nel 1762 è ammesso, insieme alla sorella maggiore Nannerl, a suonare nella Sala degli Specchi. Pare che dopo il concerto il bimbo sia saltato in braccio all’imperatrice per abbracciarla e baciarla. Passano gli anni e nel 1768 Maria Teresa concede al dodicenne un’udienza di due ore nella Hofburg, la residenza degli Asburgo, tuttora visitabile con le sue magnifiche sale di rappresentanza e le sue collezioni, compresi gli imponenti servizi da tavola. Nello stesso luogo, nell’autunno 1781, Mozart dà un concerto in onore del duca di Württemberg. Trascorre poi la notte di Natale di quell’anno in compagnia dell’imperatore Giuseppe II, figlio di Maria Teresa, negli appartamenti imperiali.

Dopo avere vissuto per alcune settimane nella casa dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici a Vienna, al seguito dell’arcivescovo di Salisburgo, suo datore di lavoro, a 25 anni decide di lavorare come artista indipendente scrivendo su commissione e dando lezioni di pianoforte. Segno di un forte desiderio di affrancamento dal potere aristocratico per vivere solo del proprio lavoro di musicista. Intanto, nel 1782 vengono celebrate nel duomo di Santo Stefano le sue nozze con Constanze Weber. La cattedrale rappresenta tutt’oggi una delle attrazioni più visitate della città: iniziata nel XII secolo, al suo interno ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli, fino ad assumere l’attuale aspetto barocco con le sue quattro torri, la più alta delle quali di 136 metri, le sue 13 campane e le tegole colorate del tetto che formano lo stemma dell’aquila bicefala dell’impero asburgico e gli stemmi della città di Vienna e dell’Austria.

Un altro luogo che segna la carriera dell’artista è il Salone di Gala dell’odierna Biblioteca nazionale, dove nel 1786 suona il pianoforte e canta ai concerti chiamati “Accademie domenicali”. Nello stesso anno, per volere di Giuseppe II, si svolge all’Orangerie della già ricordata reggia di Schönbrunn, una “competizione musicale” tra Mozart e il maestro di cappella Antonio Salieri, che alla fine riceve la preferenza dell’imperatore. Intorno al 1790 il talentuoso compositore raggiunge l’apice della sua carriera prima con Così fan tutte, poi con La Clemenza di Tito e Il flauto magico.

Mentre sta lavorando al Requiem, Mozart si ammala gravemente. Muore il 5 dicembre 1791 all’età di 35 anni. La sua salma riceve l’ultima benedizione nello stesso luogo dove si è sposato, nel duomo di Santo Stefano, mentre il feretro viene sepolto nel Cimitero St. Marx Friedhof anche se, secondo le usanze del tempo, la sepoltura avviene in una fossa comune, senza nemmeno una croce. Il primo monumento funebre viene eretto 68 anni dopo la sua morte, nel luogo in cui si pensa si trovasse la sua tomba, prima di essere trasferito, nel 1891, nel Cimitero centrale di Vienna (Zentralfriedhof), fra le tombe di personaggi illustri. La toccante lapide che si può vedere oggi al St. Marx è invece opera di un guardiano del cimitero, che l’ha composta usando i resti di altri monumenti per crearne uno che riportasse il nome dell’artista, affiancato da piccole sculture angeliche.

Oltre alla Mozarthaus Vienna, l’appartamento dove il compositore visse con la moglie e i figli, altri luoghi che perpetuano la memoria del grande artista sono la chiesa di San Michele, dove fu eseguito per la prima volta il Requiem, e il Theater an der Wien, inaugurato solo dopo la morte di Mozart, nel 1801. Qui, presso quella che una volta era l’entrata principale del teatro, in Millöckergasse 8, è stata fatta erigere la “Porta di Papageno”, voluta da Emanuel Schikaneder. Librettista, committente e anche primo “Papageno” de Il Flauto magico, era molto amico di Mozart e con quest’opera volle omaggiarne il genio a eterna memoria.

Categoria: Fine dining
Titolo: Nuovi codici del gusto
Autore: Camilla Baresani, scrittrice