PMI2Change, il ponte tra risparmio e imprese di Banca Generali, per liberare il potenziale delle PMI
Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale dell’economia italiana: quasi cinque milioni di realtà radicate nei territori, decisive per valore aggiunto, occupazione, innovazione e filiere produttive. Eppure, questo patrimonio industriale continua a esprimere solo in parte il proprio potenziale sul mercato dei capitali. La sfida non è soltanto portare più imprese in Borsa, ma garantire loro liquidità, visibilità e risorse stabili per crescere.
Le indicazioni emerse dalla ricerca del Politecnico di Milano con Intermonte, nei “Quaderni di ricerca”, aiutano a inquadrare il tema. L’analisi sulle IPO “vincenti” a Piazza Affari mostra che la quotazione, se sostenuta da governance solida, pricing equilibrato, flottante adeguato e piani industriali credibili, non è un semplice evento finanziario: è l’avvio di un percorso di crescita. Nei cinque anni successivi allo sbarco in Borsa, le società migliori hanno registrato performance positive dei titoli, ma anche aumenti di ricavi, redditività e occupazione.
Il paradosso italiano è evidente: il mercato azionario resta piccolo rispetto al peso reale delle imprese. Le società con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro rappresentano circa l’80% delle aziende quotate, ma appena il 3% della capitalizzazione complessiva. Una distanza che segnala lo scarto tra valore industriale e riconoscimento di mercato.
Il nodo più critico è la scarsità di liquidità. Molte PMI quotate hanno fondamentali solidi, capacità di crescita e posizionamenti industriali di qualità, ma restano penalizzate da scambi ridotti e da una minore attenzione degli investitori, sempre più concentrati sui grandi titoli. Si crea così un circolo vizioso: poca liquidità riduce la visibilità, la minore visibilità frena l’interesse del mercato e le valutazioni finiscono per incorporare uno sconto rispetto al potenziale reale delle aziende.
È in questo scenario che nasce PMI2Change, l’iniziativa presentata da Banca Generali a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, per rafforzare il collegamento tra risparmio privato, mercato dei capitali e imprese. Il progetto punta ad accendere i riflettori sulle PMI quotate, ma guarda anche alle aziende non ancora presenti in Borsa che potrebbero usare il mercato come leva per finanziare crescita, internazionalizzazione, innovazione e passaggi generazionali.
PMI2Change interviene proprio su questo fronte. Il primo tassello è l’indice “Intermonte Valore Italia”, dedicato a cento società quotate su Borsa Italiana con capitalizzazione inferiore a un miliardo di euro e non incluse nel FTSE MIB. La selezione si basa su criteri di qualità e investibilità: governance, flottante, copertura degli analisti, solidità finanziaria, indebitamento e diversificazione del paniere. L’obiettivo è dare una vetrina riconoscibile a un segmento ancora frammentato e poco rappresentato dagli indici tradizionali.
A questo si affiancherà un ETF a gestione attiva e PIR compliant, realizzato con Investlinx e Intermonte, pensato per convogliare risparmio verso l’universo definito dall’indice e contribuire ad aumentare la liquidità delle PMI quotate. Il meccanismo rende più diretto il legame tra risparmio delle famiglie e fabbisogno di capitale delle imprese, trasformando l’investimento in economia reale in uno strumento accessibile e stabile.
La portata del progetto supera però il perimetro delle società già quotate. In Italia il valore delle imprese non quotate resta superiore a quello delle aziende presenti sul mercato, in controtendenza rispetto ad altre grandi economie europee. Secondo le stime richiamate dall’iniziativa, tra 5.000 e 10.000 imprese avrebbero già le caratteristiche per valutare la quotazione. Per molte, l’accesso al mercato significherebbe nuova finanza, governance più strutturata, maggiore trasparenza e capacità di attrarre talenti e partner industriali.
In questa prospettiva, Banca Generali estende il proprio ruolo dalla consulenza patrimoniale al sostegno dello sviluppo d’impresa. PMI2Change si inserisce nel percorso della banca come punto di riferimento per gli imprenditori, rafforzato dall’ingresso di Intermonte nel gruppo e dalle competenze maturate nell’investment banking e nel corporate advisory. L’obiettivo è mettere in relazione patrimonio personale, familiare e aziendale con i bisogni di crescita delle imprese.
Il messaggio del Politecnico è netto: la Borsa non è un punto di arrivo, ma un acceleratore di crescita reale, se sostenuta da strategia, managerialità e condizioni di mercato adeguate. PMI2Change prova a costruire queste condizioni, riportando liquidità, attenzione e fiducia su un segmento essenziale dell’economia italiana. Perché senza capitali pazienti e mercati più profondi, molte PMI restano eccellenze poco visibili; con strumenti adeguati, possono diventare una leva più forte di competitività e sviluppo per il Paese.