Viaggio tra le città imperiali del Marocco
Marrakech, Casablanca, Rabat e Fès: tra lussureggianti giardini, profumate spezie e imponenti moschee, viaggio tra le città imperiali del Marocco
Il turista che per la prima volta si trovi a visitare il Marocco, noterà subito che sono quattro i colori dominanti in questo Paese: il rosso della terra, il giallo della sabbia del deserto, il blu intenso dei cieli e il verde della vegetazione. Sebbene siano queste le tonalità più presenti, tra i villaggi berberi, le grandiose moschee cittadine e gli affollati suk sono incastonate molte più nuances di quanto si potrebbe immaginare. Un forziere di pepite tutto da svelare attraverso un tour delle città imperiali.
Si incomincia da Marrakech, uno dei centri più importanti e caratteristici del Paese. Situata a circa 150 km dalla costa dell’Oceano Atlantico, unisce tradizione e mondanità. Centro nevralgico è la suggestiva piazza Jamaa el-Fna, location cinematografica iconica, apparsa in capolavori come L’uomo che sapeva troppo, thriller di Alfred Hitchcock nel 1956. Incastonata tra il quartiere dei suq, la qasba e la moschea della Kutubiyya, è qui che si concentrano attività tradizionali di cantastorie, musicisti, ballerini, henné artist, fachiri e incantatori di serpenti.
Lasciata la medina, sul lato nord del mellah, il ghetto ebraico, merita una visita il palazzo Bahia. Considerato un capolavoro dell’architettura moresca, è composto da circa 150 stanze riccamente decorate in marmo, stucchi e legni di faggio e cedro, e distribuite in diversi edifici, comprensivi di scuderie, moschee e hammam. A scandire gli spazi, cortili e giardini lussureggianti dove spiccano aranci, banani, ibischi e gelsomini. Per gli appassionati di botanica, non può mancare una visita al Jardin Majorelle, l’oasi di verde legata alla visione estetica di Yves Saint Laurent, che insieme al compagno Pierre Bergé stabilì qui la sua residenza marocchina, subentrando all’artista francese Jacques Majorelle, che durante il periodo coloniale aveva comprato un palmeto e aveva commissionato all’architetto Paul Sinoir la costruzione di una villa in stile moresco, poi arricchita da un giardino tropicale di gusto impressionista tuttora visibile. Tappa imprescindibile per immergersi nella spiritualità del luogo è la madrasa Ben Youssef, la più grande scuola coranica del Marocco, fondata nel XIV secolo, dove al centro spicca il bacino rettangolare per le tradizionali abluzioni. Una ricchissima decorazione a stucco ricopre tutte le pareti con i tipici zellij, mosaici di ceramica a motivi geometrici e un alto fregio in legno di cedro finemente scolpito.
Pur non essendo storicamente una città imperiale, Casablanca rappresenta il volto contemporaneo del potere marocchino. Divenuta famosa per l’omonima pellicola con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, stupisce per il suo spirito cosmopolita, ben rappresentato dall’architettura Art Déco che punteggia il centro città. Imperdibile è la moschea Hassan II, tra le più grandi al mondo, letteralmente adagiata sull’oceano. Edificata per volontà del sovrano Hassan II, da cui prende il nome, e inaugurata nel 1993, la moschea è divenuta il simbolo del Marocco per la sua imponenza e il suo splendore. Gli interni, costruiti in granito di Trafaout, marmo di Agadir e dettagli in legno di cedro, sono l’emblema di un sincretismo religioso che sa unire elementi architettonici marocchini, cristiani ed ebraici. In particolare, l’edificio è diviso in tre navate, che ricordano un’antica cattedrale, scandita da 56 maestosi lampadari in vetro di Murano. Oltre alla sala principale la moschea ospita una madrasa con la biblioteca, mentre i sotterranei accolgono la sala per le abluzioni.
Proseguendo verso nord, lungo la costa dell’Oceano Atlantico, ci si imbatte in Rabat, attuale capitale del Marocco. Qui alla fine del XII secolo venne costruita contro i berberi un’imponente cinta muraria a protezione dei lati sud e ovest della città, che tuttora rappresenta il suo tratto distintivo. Situata su uno sperone di roccia, si trova la casba degli Oudaïa, una cittadella fortificata punteggiata da edifici bianchi e azzurri, i tipici colori del Maghreb. La sua posizione panoramica regala una suggestiva vista sulla costa e la vicina città di Salé. Tra le attrazioni turistiche più interessanti c’è la Torre di Hassan, un minareto che per ordine del sultano Yacoub al-Mansour avrebbe dovuto essere il più grande del mondo assieme all’adiacente moschea e che invece rimase incompleto alla sua morte nel 1199. La torre, realizzata in mattoni rossi, e i resti della moschea si ergono vicino al mausoleo di Mohammed V, la tomba reale che nel 2012 è stata iscritta nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Appena fuori Rabat, le antiche rovine di Chellah offrono un affascinante viaggio nel tempo tra i resti della civiltà romana e islamica.
Delle città imperiali, Fès è la più antica, fondata nell’808 da Idriss II quale prima capitale politica, religiosa e culturale del Paese. Situata fra le terre del Sais e i boschi del Medio Atlante, incarna pienamente la storia del Paese, ben rappresentata dall’Università al-Qarawiyyin, il primo istituto di istruzione superiore al mondo. Inizialmente divisa in due dall’omonimo fiume, a metà dell’XI secolo Fès fu unificata dando vita alla città che conosciamo oggi, composta da Fès el Bali, il centro storico, e Fès el-Jdid, la città moderna risalente al XIII secolo. La principale attrazione è la medina di Fès el-Bali, un sorprendente dedalo di viuzze dove è facile perdersi senza una guida locale.
Datteri, spezie, profumi, tappeti, tajine in terracotta, lampade in ferro battuto, creme di bellezza e olii a base di argan: sono tante le tipologie di prodotto acquistabili nei suk. Tra le attività tradizionali ancora radicate nella zona ci sono quelle delle tre concerie della città, in particolare della conceria Chouara, la più grande e antica, estesa su quattro ettari di terra. Avvicinarsi alle vasche non è possibile, d’altro canto l’odore è forte e pungente per cui è bene individuare un punto di osservazione da cui poter assistere alla conciatura delle pelli, che vengono lavorate per produrre borse, scarpe, giacche e babbucce. Il consiglio è di recarsi in visita al mattino presto, quando le vasche sono ancora piene dei colori della tintura: un colpo d’occhio potente e autentico. La città nuova ospita invece l’attuale Palazzo reale,uno dei più grandi e antichi del Marocco con le sue riconoscibili porte di ingresso ad arco ogivale – sette come i giorni della settimana. Come tutte le residenze ufficiali, l’edificio è visitabile solo esternamente. In facciata si possono ammirare mosaici a motivo geometrico e decori in legno di cedro intagliato, emblema di un fasto che continua a perpetuarsi in tutte le antiche città imperiali.
Categoria: Travel
Titolo: Viaggio tra le città imperiali del Marocco
Autore: Elena Fausta Gadeschi
