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Oltre la volatilità, tra protezione e crescita: la bussola per il nuovo anno

Il 2025 si è concluso. Un anno che sarà senza dubbio ricordato per i profondi cambiamenti che ha portato. Eventi e mutamenti destinati a continuare a influenzare anche il prossimo futuro, politico, economico e finanziario.

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e la guerra commerciale lanciata con il Liberation Day di aprile 2025 hanno riacceso la volatilità sui mercati, con una brusca correzione dei listini azionari, che sono arrivati ad accumulare perdite in doppia cifra. La successiva distensione e i negoziati tra Stati Uniti e i loro principali partner commerciali hanno favorito un recupero dei mercati, che hanno chiuso l’anno con un bilancio positivo, e un ritorno della fiducia.

Il 2026 si apre con una convivenza di prospettive positive e incertezze sui mercati. Da un lato le politiche monetarie e fiscali restano accomodanti e orientate a supportare la crescita nei principali mercati globali. Dall’altro lo scenario geopolitico continua a presentare frizioni e rischi, mentre sui mercati le valutazioni elevate spingono molti osservatori e investitori a un approccio prudente e alla ricerca di opportunità in settori diversi da quelli che hanno spinto le Borse negli ultimi anni: tech e AI in particolare. Questi titoli growth, trascinatori del mercato ormai da diversi anni, stanno vedendo e continueranno probabilmente a vedere alcuni deflussi, complici le valutazioni elevate, a favore di azioni più tradizionali, di tipo quality e value.

Sul fronte dei grandi temi geopolitici i mercati saranno influenzati dal continuo e progressivo disimpegno degli Stati Uniti dallo scacchiere europeo a favore di quello del Pacifico. Un trend che continuerà ad alimentare incertezza e sostenere gli investimenti nell’ambito della difesa, soprattutto in Europa.

Nell’economia, le banche centrali dovranno guardare ai dati sull’occupazione in modo nuovo, portando a una correlazione meno lineare tra l’andamento del mercato del lavoro e la politica monetaria, alla luce dell’impatto delle trasformazioni portate dalla rivoluzione tecnologica dell’Intelligenza Artificiale. Sul fronte dell’inflazione, gli occhi restano puntati sugli Stati Uniti, per valutare quale sarà l’effetto di medio periodo dei nuovi livelli di dazi imposti dalla Casa Bianca e l’impatto della politica fiscale con il Big Beautiful Bill varato dall’amministrazione Trump. 

In questo scenario, per stare al passo con i mercati e rispondere alle nuove esigenze dei clienti, Banca Generali ha continuato a investire per sviluppare soluzioni e servizi innovative. Dai nuovi prodotti di risparmio gestito per aiutare a cogliere le opportunità di lungo termine del mercato azionario mantenendo meccanismi di protezione contro possibili rovesci del mercato, alla recente acquisizione di Intermonte, per essere sempre più vicini alle esigenze delle imprese e degli imprenditori italiani, accompagnandoli e assistendoli nel loro percorso di crescita e valorizzazione del patrimonio d’impresa. Un approccio orientato alla risposta ai bisogni di protezione del patrimonio nel tempo che da sempre costituiscono la mission di Banca Generali.

Il tutto con l’attenzione all’innovazione, l’impegno alla sostenibilità e la qualità del servizio che da sempre sono al centro delle priorità strategiche della private bank e che hanno portato anche nel 2025 al premio del Financial Times “Miglior Banca Private in Italia”.