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Arte contemporanea in vetta: quando la montagna incontra la creatività

Meta sempre più ambita in un’epoca di riscaldamento globale, la montagna è anche il luogo in cui gli artisti trovano spazio ed energie per dedicarsi al proprio lavoro. Ecco un focus sulle principali iniziative italiane che mettono in dialogo arte contemporanea e territorio montano.

Non solo destinazione turistica e possibile rifugio in un contesto globale dominato dal cambiamento climatico, negli ultimi decenni la montagna ha scalato la classifica dei luoghi scelti dagli artisti per dare forma alla propria ricerca. Restando in Italia, si moltiplicano gli esempi di realtà e manifestazioni che traggono linfa dall’incontro fra gesto creativo e territorio montano, coinvolgendo attivamente il pubblico nella fruizione di esperienze profondamente legate allo spirito e alle peculiarità dei luoghi.

Intitolato Il Biennale delle Orobie Pensare come una montagna – espressione, quest’ultima, ideata dall’ecologo e ambientalista americano Aldo Leopold nel suo libro A Sand County Almanac, pubblicato postumo nel 1949 ‒, il programma culturale diffuso promosso dalla GAMeC di Bergamo per il biennio 2024-2025 ha visto la partecipazione di numerosi artisti internazionali – da Sonia Boyce a Invernomuto, da Julius von Bismarck a Cecilia Bengolea e Maurizio Cattelan –, invitati a entrare in contatto con le comunità del territorio. Sotto la direzione di Lorenzo Giusti, a capo della GAMeC, Il Biennale delle Orobie ha dunque ravvivato la connessione fra i paesi delle valli bergamasche, le zone prealpine, i parchi urbani cittadini e i Comuni della pianura attraverso una serie di interventi, workshop, performance e autentiche riattivazioni, come la progettazione del nuovo Bivacco Aldo Frattini, in Val Seriana, a opera di EX., laboratorio che combina arte, paesaggio e tecnologie improntate alla sostenibilità.

Dal 2012 anche SMACH, acronimo di San Martin Art, Culture and Heritage – la biennale d’arte contemporanea site-specific sviluppata da un gruppo di giovani locali nell’area dolomitica della Val Badia –, individua nella montagna il fulcro di una programmazione che ha riunito gli interventi di artisti provenienti da tutto il mondo, esito di riflessioni su temi di grande urgenza, come la salvaguardia dell’ambiente e di un senso della comunità sempre più fragile. Installate nell’ecosistema montano, alcune delle opere, acquisite in maniera permanente, sono ora esposte nel parco Val dl’Ert ‒ in ladino valle dell’arte – a San Martino in Badia, accessibile gratuitamente. Pure altri interventi – di Michelangelo Pistoletto, Lois Anvidalfarei, Riccardo Buonafede e Lorenzo Bianchi Hoesch – hanno trovato una dimora definitiva nel territorio della Val Badia, oltre i confini temporali di SMACH.

Curata da Samuel Leuenberger, la decima edizione della Biennale Gherdëina, in arrivo nel 2026, scriverà un nuovo capitolo della kermesse lanciata nel 2008 in Val Gardena con l’obiettivo di promuovere punti di vista consapevoli su ecologia e responsabilità ambientale attraverso il linguaggio dell’arte. Atelier dell’Errore, Jimmie Durham, Marinella Senatore, Giuseppe Penone, Adrian Paci, Aron Demetz, Marzia Migliora sono alcuni protagonisti di una rassegna che, nel corso degli anni, ha potuto avvalersi della curatela, fra gli altri, di Luca Beatrice, Adam Budak, Lucia Pietroiusti e Filipa Ramos, Lorenzo Giusti con Marta Papini, facendo convergere molteplici sguardi su Ortisei e sulle zone limitrofe.

Arti visive, musica, performance e danza sono invece i pilastri del festival Transart, avviato nel 2001 e divenuto un punto di riferimento sulla scena italiana ed estera. Tanti gli spazi che, partendo da Bolzano ed estendendosi oltre la soglia urbana, hanno accolto le iniziative della kermesse: edifici industriali, stazioni, caserme, ma anche parchi, prati e baite in alta quota. Basti pensare a Sunday without love, la performance site-specific presentata per la prima volta dall’artista islandese Ragnar Kjartansson sull’Altopiano del Renon durante l’edizione 2025 di Transart. Grazie al contributo di musicisti e performer, Kjartansson ha messo in scena una sorta di tableau vivant ispirato a una cartolina folkloristica degli anni Sessanta, connettendosi nostalgicamente al luogo e a un’epoca lontana.

Il recupero a medio e ampio raggio di spazi dal vasto potenziale, eppure dismessi o trascurati, è l’essenza di Dolomiti Contemporanee, organismo nato nel 2011 nelle Dolomiti bellunesi con la curatela di Gianluca D’Incà Levis e oggi attivo anche nelle Dolomiti friulane. Residenze d’artista, mostre e progetti a lungo termine sono gli ingredienti per rilanciare l’identità di luoghi che custodiscono la memoria del passato e meritano una collocazione nel presente. Dal Nuovo Spazio di Casso – in una ex scuola elementare dell’omonima frazione, chiusa nel 1963 in seguito al disastro del Vajont – all’Ex Villaggio Eni di Borca di Cadore, cuore pulsante del Progetto Borca, Dolomiti Contemporanee ha tradotto il concetto di rigenerazione in attività concrete, che rifiutano lo stereotipo turistico per innescare una metamorfosi culturale condivisa dagli artisti e dalle comunità locali.

Arte e natura convivono negli intenti di uno dei laboratori creativi più longevi d’Italia. Da circa quarant’anni, nella trentina Val di Sella, gli artisti entrano in relazione con le caratteristiche ambientali, sociali e antropologiche della zona, elaborando e poi modellando un’opera consegnata al territorio. Nonostante i danni inflitti nel 2018 dalla tempesta Vaia, ora il sentiero Montura – lungo il quale si susseguono gli interventi di Aldo Cibic, Alberto Meda, Matteo Poli e Giulio Iacchetti – guida i visitatori verso l’Area di Malga Costa, sede espositiva nei cui dintorni si possono ammirare i lavori, fra gli altri, di Michelangelo Pistoletto, Edoardo Tresoldi, Daan Roosegaarde e Arcangelo Sassolino.

Arte e architettura, infine, sono le bussole che orientano il percorso disegnato, a 900 metri d’altitudine, da OCA Oasy Contemporary Art and Architecture all’interno della riserva Oasi Dynamo nel Comune di San Marcello Piteglio, in Toscana, con la direzione artistica di Emanuele Montibeller. Dopo l’avvio dell’iniziativa nel 2023, l’itinerario ad anello è stato presentato nel 2025, insieme alle opere di Alejandro Aravena, Mariangela Gualtieri con Michele De Lucchi, Kengo Kuma, Quayola, David Svensson, Pascale Marthine Tayou e Matteo Thun che ne ritmano la progressione. Stabilendo ancora una volta un rapporto di scambio potenzialmente infinito tra il punto di vista degli artisti, il territorio e chi lo attraversa.

Categoria: Arte
Titolo: Arte contemporanea in vetta: quando la montagna incontra la creatività
Autore: Arianna Testino, giornalista