Le chiavi per investire in uno scenario globale in trasformazione
Combinazione tra azionario e strumenti di protezione: come favorire una crescita di patrimonio equilibrata
I mesi di marzo e aprile hanno ricordato a investitori e risparmiatori quanto rapidamente possono cambiare gli umori del mercato quando la tensione geopolitica si trasforma in conflitto aperto. E quanto le conseguenze di una guerra possono avere importanti ricadute sul quadro macroeconomico. Le ostilità nel Golfo Persico hanno riportato in scena lo spettro della stagflazione, attraverso il repentino aumento delle quotazioni del petrolio. Una prospettiva che ha generato volatilità su quasi tutte le principali asset class, anche quelle tradizionalmente viste come un rifugio: obbligazioni e oro. Nel volgere di poche settimane, tuttavia, le Borse hanno ritrovato il sangue freddo e i principali indici azionari globali sono tornati a trattare nei pressi dei massimi storici, mentre le prospettive sull’inflazione e sulla crescita restano ancora incerte.
In questo contesto complesso, dove convivono numerose variabili, gli investitori devono adottare strategie di portafoglio diversificate, attive e flessibili, bilanciando elementi di attacco e difesa. E non devono temere l’esposizione all’asset class azionaria, tradizionalmente troppo poco presente nei portafogli degli italiani. L’analisi storica dell’andamento dei mercati mostra infatti con chiarezza che negli ultimi anni e decenni una presenza significativa di equity ha rappresentato la scelta maggiormente in grado di creare valore nel lungo periodo, proteggendo dall’inflazione. Un rischio, quest’ultimo, che rappresenta la prima minaccia strutturale per il patrimonio.
Non a caso, dall’analisi delle politiche di investimento di oltre 8.000 family office nel mondo, ognuno dei quali investe quasi 600 milioni dollari, emerge come i principali rischi percepiti dai ‘billionaires’ siano l’inflazione e la svalutazione della moneta nel tempo. Di conseguenza questi family office investono quasi il 45% del portafoglio di azioni globali, a fronte di solo un 15% di reddito fisso e circa il 40% in asset e strategie di tipo alternativo.
Per rispondere a queste esigenze e alle peculiarità del contesto attuale, Banca Generali ha rivisto e ampliato l’offerta con nuove soluzioni in ambito assicurativo e di risparmio gestito, in grado di far convivere attacco (strategie azionarie) e difesa (obbligazioni, prodotti assicurativi, strumenti alternativi e soluzioni a capitale protetto).
Nuove strategie e strumenti con l’obiettivo di cogliere le opportunità dei mercati finanziari, lavorando in particolare su un maggiore investimento in equity nei portafogli, mantenendo al tempo stesso componenti di protezione del capitale.
L’epoca che viviamo è e sarà caratterizzata da tanta incertezza. I risparmiatori hanno bisogno di una guida che non solo sappia evitare una eccessiva emotività nei momenti di tensione quale quello attuale ma sappia anche accompagnarli in una nuova modalità di costruire il proprio portafoglio di investimento con un’ottica di lungo termine. Questo è il ruolo del private banking.